Limoncino o Limoncello?

Si dice Limoncino o Limoncello?

Tra le domande che i nostri ospiti ci pongono più di frequente ce ne sono due molto simili tra loro: “Si chiama Limoncello o Limoncino?” oppure “Che differenza c’è tra il Limoncino e il Limoncello?”.

Beh, da queste parti esiste solo il Limoncino, mentre sulla costiera amalfitana si beve il Limoncello…Non sono proprio la stessa cosa, nel senso che ingredienti e preparazione coincidono, ma i tempi di macerazione e di infusione non sono gli stessi e questo fa sì che il parente campano risulti leggermente più cremoso e a parer nostro un po’ più pesante… de gustibus 😉

   Limoncino o Limoncello? Alle Cinque Terre solo Limoncino!

Per chi proprio non sapesse di che stiamo parlando, il Limoncino è un liquore a base di limone, servito ghiacciato dopo i pasti e spesso utilizzato nella preparazione di dessert. Qui alle Cinque Terre è contraddistinto dal marchio di qualità del Parco Nazionale ed è prodotto e venduto dalle cantine locali.

Oltre che nelle cantine, viene ovviamente prodotto anche in casa e se la ricetta base è identica, i tempi variano da famiglia a famiglia, come ogni tradizione locale che si rispetti 😉

La nostra ricetta del Limoncino

Avrete bisogno di:

  • otto limoni non trattati
  • un litro di alcol per distillati al 95%
  • un litro d’acqua
  • un chilo di zucchero

Per prima cosa vanno accuratamente lavati i limoni! Quindi asciugateli e pelateli con un coltellino o anche con un pelapatate per far prima, prestando attenzione a non includere la pellicina bianca che ricopre il limone e che è ciò che lo rende amaro.

Limoncino o Limoncello? Alle Cinque Terre solo Limoncino!

Una volta tolta tutta la scorza, immergetela nell’alcol, coprite il barattolo con un piatto di ceramica e lasciate riposare in un luogo buio e fresco per sette giorni.

Passata la settimana, fate sciogliere lo zucchero in un po’ d’acqua per preparare lo sciroppo che andrete ad aggiungere al barattolo con l’alcol e le scorze. Tornate a coprire con il piatto e lasciate riposare altri sette giorni.

A questo punto, aggiungete l’acqua mescolando accuratamente e preparatevi all’imbottigliamento. Mettete un imbuto ricoperto con una garza nella bottiglia e versate il liquore lentamente, servendovi di un mestolo.

Conservate la bottiglia di Limoncino nel congelatore e degustatene un bicchierino ghiacciato dopo i pasti.

La Festa dei Limoni a Monterosso

Se ci fate visita a metà maggio, tenete presente che nel terzo week end del mese Monterosso si tinge di giallo per la tradizionale Festa dei Limoni.

Limoncino o Limoncello? Alle Cinque Terre solo Limoncino!

Ogni anno vengono organizzati svariati eventi che hanno come tema questo prezioso frutto, i negozi del borgo allestiscono splendide vetrine e il paese pullula di sfiziose degustazioni: Limoncino ovviamente, ma anche crema di limoni, marmellate, torte e altre prelibatezze.

Una giornata da non perdere!

I limoni di Eugenio Montale

Nella raccolta di poesie “Ossi di Seppia” di Eugenio Montale non potevano mancare i limoni…

Ascoltami, i poeti laureati
si muovono soltanto fra le piante
dai nomi poco usati: bossi ligustri o acanti.
lo, per me, amo le strade che riescono agli erbosi
fossi dove in pozzanghere
mezzo seccate agguantanoi ragazzi
qualche sparuta anguilla:
le viuzze che seguono i ciglioni,
discendono tra i ciuffi delle canne
e mettono negli orti, tra gli alberi dei limoni.

Meglio se le gazzarre degli uccelli
si spengono inghiottite dall’azzurro:
più chiaro si ascolta il susurro
dei rami amici nell’aria che quasi non si muove,
e i sensi di quest’odore
che non sa staccarsi da terra
e piove in petto una dolcezza inquieta.
Qui delle divertite passioni
per miracolo tace la guerra,
qui tocca anche a noi poveri la nostra parte di ricchezza
ed è l’odore dei limoni.

Vedi, in questi silenzi in cui le cose
s’abbandonano e sembrano vicine
a tradire il loro ultimo segreto,
talora ci si aspetta
di scoprire uno sbaglio di Natura,
il punto morto del mondo, l’anello che non tiene,
il filo da disbrogliare che finalmente ci metta
nel mezzo di una verità.
Lo sguardo fruga d’intorno,
la mente indaga accorda disunisce
nel profumo che dilaga
quando il giorno piú languisce.
Sono i silenzi in cui si vede
in ogni ombra umana che si allontana
qualche disturbata Divinità.

Ma l’illusione manca e ci riporta il tempo
nelle città rurnorose dove l’azzurro si mostra
soltanto a pezzi, in alto, tra le cimase.
La pioggia stanca la terra, di poi; s’affolta
il tedio dell’inverno sulle case,
la luce si fa avara – amara l’anima.
Quando un giorno da un malchiuso portone
tra gli alberi di una corte
ci si mostrano i gialli dei limoni;
e il gelo dei cuore si sfa,
e in petto ci scrosciano
le loro canzoni
le trombe d’oro della solarità.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: